di FABRIZIO DAL COL
Le leggi elettorali italiane sono sempre state l’humus dei disastri governativi e nel corso degli ultimi decenni sono diventate come i gialli di Agatha Crhistie, dove il solito assassino misterioso era sempre lì pronto ad uccidere. Tuttavia, nel ventennio più recente, le suddette leggi, che erano nate per normare i requisiti del voto e garantire la democrazia, avrebbero dovuto anche assicurare la governabilità, mentre invece le forze politiche ne hanno sempre fatto strame, cambiandole o riscrivendole, ogni qualvolta che avevano bisogno di far sopravvivere i partiti in crisi. Si iniziò nel 1953 quando il ministro dell’interno Mario Scelba presentò in parlamento una legge elettorale che venne subito definita dalle opposizioni «legge truffa».
Nel 1993 il relatore Mattarella propose una nuova legge e anche quella venne subito ribattezzata «mattarellum», mentre il 21 di dicembre 2005 il ministro per le riforme Calderoli presentò anche lui la s
Ragazzi , le conclusioni dell’articolista non hanno ( e lo dice la storia dei popoli) nessuna , ma proprio nessuna alternativa.
Dice un vecchissimo proverbio : ” Quello che gli Dei vogliono perdere, prima lo fanno impazzire !”
Controllare l’attuale realtà.