di REDAZIONE
Voglia di dialetto (lingua locale, ndr), nostalgia per la tradizione o il segnale di un ritorno alla lingua dei nonni? Difficile stabilirlo con certezza, ma certo è che stando ai dati relativi alle spese librarie dei reggiani di quest’anno è il dialetto ad aver scatenato la curiosità e la voglia di imparare dei reggiani.
A confermare la tendenza è la Libreria All’Arco, l’ultima e la più importante “oasi di carta” del centro storico, che ha diffuso i dati relativi alle vendite dei libri “made in Reggio”, ossia scritti da reggiani o che hanno per argomento la storia locale in salsa arzâna.
La libreria di via Emilia Santo Stefano dedica ai libri locali una sezione al secondo piano dell’edificio che ospita il negozio, proprio a fianco dei libri di storia, catturando sempre l'attenzione di curiosi e appassionati della microstoria reggiana.
In testa alla classifica c’è il “Vocabolario Italiano-Reggiano” di Giuliano Bagnoli, illustrato da