di BENOIT MALBRANQUE*
Di recente sono andato sentire, in una conferenza organizzata dall’Atlas Institute, il discorso del rifugiato nordcoreano Yeon-mi Park, che è fuggito dal suo paese per cercare altrove una vita migliore. Ascoltandolo ho compreso che nessuno è destinato a vivere in maniera infelice, e che questo vale per i nordcoreani quanto per noi giovani europei. Non ci meritiamo anche noi di vivere una vita felice in un paese pacifico, libero e prospero? Non ci meritiamo il diritto di vivere la vita che desideriamo, di perseguire i nostri obiettivi, e di inseguire il nostro arcobaleno?
La questione è: come possiamo esercitare questa libertà? Esiste un modo concreto per i giovani europei di scegliere il libero mercato invece del socialismo, la libertà invece della costrizione statale? Io credo di sì, e con questo articolo vorrei cogliere l’opportunità di spiegarvelo.
La soluzione che propongo non è nuova. In realtà viene direttamente dagli Stati Uniti. L’i
Estremamente interessante!