di FABRIZIO DAL COL
Renzi blatera di riforme continuamente. Lo fa in tutti i luoghi, nelle occasioni in cui dovrebbe parlare d’altro, e perfino quando si cimenta nel suo ‘inglese personalizzato’. Ma quali sono le riforme di cui parla continuamente? Certamente non potrebbe parlare mai di quelle federaliste, essendo lui un ‘enfant prodige’ del peggiore statalismo italiano, e perciò era logico che centralizzasse nuovamente le competenze che un tempo erano appannaggio degli enti locali. Lui si considera un europeista convinto, ma nonostate la maggioranza degli stati che aderiscono alla Ue siano federali e costano la metà di quelli unitari, non è tipo da fare il subalterno a nessuno e preferisce lo statalismo per andare avanti con la tassazione ad oltranza e mantenere fidelizzato il voto del pubblico impiego.
Alla luce di ciò, un premier che vorrebbe veramente cambiare l’Italia - ma non è il suo caso - avrebbe dovuto applicare subito l’unica vera grande riforma: Â
Ho abbandonato anche l’idea di esaminare la struttura di questa legge elettorale.
Tanto so che i politici la fanno pensando a sé stessi e non agli elettori.
Tolgo il consenso in toto alla politica.
Non partecipo ad altre elezioni.
Mi voglio semplificare la vita.