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Toscana e padania devono marciare unite contro l’italia

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO In questi giorni ho letto alcuni commenti sui social network, in particolare sulla pagina facebook del sindaco leghista di Padova Bitonci, che mi hanno sbalordito nella loro verve anti-toscana, quasi a tirar fuori un sentimento ben radicato, generalizzato ed ostile, ma ingiustificato, da parte dei nostri vicini padani nei confronti della Toscana. Mi spiego meglio: giorni fa, come ben sapete, si è verificata una tromba d'aria in quel di Firenze e i tg e i giornali ne hanno dato ampio spazio. Una tromba d'aria piuttosto cospicua che ha devastato sopratutto il sud della città. Un mio conoscente che possiede una autorimessa, proprio in quella zona, lamenta oltre diecimila euro di danni causati dal fortunale. C'è da dire che la buriana, sebbene parecchio forte e parzialmente imprevista (beate previsioni meteo...), non è stata però eclatante e distruttiva come in altre occasioni. Ormai quasi normale amministrazione in questi tempi di "cosiddetti" cambiame
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5 COMMENTS

  1. L’articolo è molto interessante in quanto ignoravo che anche la Toscana avesse un residuo fiscale.
    Per le altre considerazioni io da sempre parlo di “Longobardia” e non “Padania”. La Padania è qualcosa analogo a “Renania” uno spazio geografico ben delimitato, denominato dal corso di un fiume ma va usato come “Teutoni”, si può dire “teutonico” ma a nessuno verrebbe in mente di chiamare la Germania “teutonia”.
    Quindi va bene usare “padano” in certi contesti, le lingue gallo-padane per esempio, l’ambiente padano (geografia). Ma se si parla di futuro Stato indipendente allora si deve parlare di Longobardia per rifarsi ad un popolo, i longobardi, in analogia con i franchi, gli anglo-sassoni, ecc. Questo per rifarsi ad uno Stato esistito nel passato, il Regno Longobardo che non è finito con la sconfitta di Re Desiderio in quanto Carlo Magno si incoronò come re dei Franchi e dei Longobardi, semplicemente il Regno Longobardo cambiò monarca.
    La Longobardia finì in seguito nel Sacro Romano Impero germanico. I longobardi come popolo esistettero nella memoria per secoli, nel medio evo era uso chiamare “Lombards” chi proveniva dai territori del vecchio Regno, quindi il mercante veneziano come il mercenario genovese come il banchiere toscano (scusate la lunga introduzione me è qui che volevo arrivare). Infatti i toscani appartenevano al Regno longobardo come Ducato di Tuscia.
    Quindi i Toscani sono diversi dagli italiani sia storicamente (Etruschi, Longobardia, ecc) che geneticamente, mentre i padani appartengono al medesimo gruppo etnico di francesi, svizzeri, irlandesi (gli europei occidentali) gli italiani appartengono al gruppo etnico dei greci e dei turchi occidentali. I toscani, come i sardi, appartengono ad un gruppo etnico a se stante, facile identificarlo con gli etruschi.
    Personalmente a Vienna ho visto un affresco che rappresentava tutti i prodotti agricoli di tutte le province dell’Impero AustroUngarico, tra esse vi era la Toscana, quindi vi è anche l’appartenenza all’Impero Austro Ungarico a distinguerla dagli italiani.
    Fino a qui si sono trovati i punti in comune tra Toscana e Padania per la lotta al fine di ottenere l’indipendenza.
    Parliamo dei punti di discordia. Il principale è la lingua, mi pare evidente che la futura Longobardia dovrà proibire e vietare l’uso dell’italiano, arrivare a proibire la vendita o l’importazione di prodotti con istruzione anche in italiano, con etichette di prodotti anche in italiano. Questo perché l’italiano è una lingua artificiale, al pari dell’esperanto) lingua imposta dagli occupanti italiani e totalmente estranea alla padania, dove si parlano lingue e dialetti gallo – padani (un sottogruppo delle lingue neolatine). Per la Toscana sorge il problema della lingua, forse in parte superabile con l’abbandono dell’italiano e l’uso del fiorentino, ma questi sono affari dei toscani.
    La Longobardia indipendente dovrebbe partire con l’adozione della costituzione e delle leggi svizzere. Questo comporta un principio molto bello, la futura Longobardia indipendente sarà una Confederazione, quindi un unione di Stati sovrani che mettono in comune solo alcuni aspetti (esteri, difesa, ecc). La costituzione svizzera comporta la democrazia diretta, quindi ogni singolo Stato componente il futuro Stato Longobardo potrà decidere se farne parte o distaccarsene.
    La cosa è interessante per la questione veneta, in quanto non pochi indipendentisti veneti sognano la ricostituzione della Repubblica Veneta e non amano entrare in un futuro Stato con i loro vicini. Ma questo ci insegna che l’obiettivo dell’indipendenza deve essere raggiunto tutti insieme, l’unione fa la forza, poi nessuno entrerà in una prigione come l’Italia o l’Unione Europea da cui è difficilissimo se non impossibile uscire, la costituzione è chiara.
    Bastano pochi punti, ben chiari e si può essere tutti contenti e dalla stessa parte.

    • Interessante le precisazione dei gruppi etnici, e le lingue madri oggi degradatea dialetti locali ne sono la testimonianza… l”italiano? un po’ l’esperanto della nostra penisola…la questione se la posero già nel ‘500 e ne nacque un’accademia… il toscano o il veneziano? Bembo era veneziano ma poi andò a finire a Roma… possiamo comunque dire che ci sono confluiti tutti..ma è sicuramente una perdita secca se le nostre lingue madri non le tenessimo in vita tutte almeno continuando orgogliosamente a parlarle soprattutto in loco e ai diversi livelli….

  2. A parte che la capitale dell’Italia unita transito’ a Firenze da Torino prima di piazzarsi pomposamente a Roma, c’è da dire che il destino naturale dell’Italia era di diventare una Confederazione e saremmo dieci volte la Svizzera … ed eravamo in rapporti pacifici ed emulativi continui prima della maledetta unità, che come spesso capita e’ il disastroso risultato, e per tutti, dell’ingerenza dei potentati del tempo, Inghilterra politica e massoneria inglese…
    Siamo nostro malgrado caduti tutti nella trappola perché abbiamo la sfortuna di un papato piazzatosi a Roma sulla scia dell’impero romano e diventando la calamita degli appetiti e per lunghi secoli, medio evo alto e basso, il sigillo a cui tutte le dinastie ambivano.
    Insomma dobbiamo arrivare ai giorni nostri per poter vedere i disastri di un’unità forzata e darci da fare per riprenderci ciascun popolo il governo del proprio destino e, sicuramente, faremmo meglio e saremmo felici di intrattenere proficui rapporti reciproci.
    Ne siamo tutti convinti: maledetta unità politica, elefantiaca e fonte di tutti i disastri ai quali non c’è rimedio se non recuperiamo ciascun popolo della penisola la nostra indipendenza.

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