di GIANFRANCESCO RUGGERI
Cosa penso della Lega credo sia ormai noto, da un po’ ho smesso di scriverne per non annoiare i lettori, mi riservo di parlarne ancora non appena accadrà qualcosa di eclatante, ma di veramente eclatante, perché vedere Salvini che gioisce per le dimissioni di Marino e dà in diretta la sua mail per reclutare adepti per le prossime comunali di Roma è ormai la deprimente e patetica normalità.
Oggi, ma solo per oggi, voglio invece parlare degli altri, di quelli che dovrebbero tenere alto il vessillo indipendentista specialmente ora che la Lega non è più indipendentista neppure a parole. Da tempo osservo il comportamento di molti indipendentisti o pseudo tali e mi convinco sempre più che la maggior parte di loro sia vittima di una vera e propria ossessione dai risvolti patologici. Ogni volta che aprono bocca mi aspetto che parlino di indipendenza, di secessione ed invece il più delle volte si affannano a ripetere la solita tiritera antileghista. Per
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