RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Ho sempre guardato alla Catalunya come ad un punto cardinale del percorso indipendentista che perseguo per il Veneto: democratico, pacifico e legale. Il punto è che l’ho sempre fatto per trarre suggerimenti politici e motivazione ispirata. Mai avrei pensato potesse diventare la cartina al tornasole dell’intero sistema dentro il quale viviamo e “detto democratico”.
Purtroppo la partita del diritto applicato si è orientata sullo scontro tra il diritto teorico ed il diritto reale. Le sapienti mosse di Puigdemont stanno stressando il sistema con le uniche armi che i Catalani hanno deciso di utilizzare: quelle scritte dal sistema che si trovano a combattere, ma dentro il quale pretendono di restare. Si badi, questo passaggio è cruciale perché l’obiettivo della Catalunya diventa così “gioco-forza” quello di cambiare il sistema dall’interno!
Noi viviamo in un sistema, quello italiano, che ha già dichiarato attraverso il P.M. di Bres
Io auspico la creazione di tante macroregioni, quante ne teorizzava il Prof.Miglio per un italia confederale.
Confederazione di stati indipendenti, i più piccoli possibile.
C’erano tre uomini in barca, uno di loro vogava e gli altri due filosofeggiavano di Democrazia. Ad un certo punto quello ai remi disse di essere stanco e chiese il cambio. “Ma come? Abbiamo già votato che a votare sia tu, vuoi che ripetiamo la votazione?” Non so come vada a finire la storiella, ma le uniche due possibili soluzioni sono o che il lavoratore torni ai remi e smetta di importante o che li usi a po’ di clava per scaraventare in acqua gli altri due.
La differenza, e non secondaria, sta nel fatto che Al referendum per l’Indipendenza della Repubblica Veneta del 2014 noi avevamo in loco la Commissione OSCE che un anno e mezzo dopo(!) ha vidimato tutto, il che ci fa ben sperare nel nostro percorso che speriamo a breve arrivera’ in porto… e sara’ finalmente Liberta’
Te lo auguro di tutto cuore.