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Pensione, il riscatto della laurea? una bella fregatura di stato

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di FRANCESCO TEDESCHI Chiunque si sia laureato, anche con laurea triennale, ha la facoltà di far conteggiare gli anni di studio come anni di lavoro, in modo che contribuiscano alla formazione dei contributi pensionistici. Ovviamente questa facoltà non è gratuita, anzi costa parecchio cara. Il Governo in carica ha deciso di stabilire una cifra fissa da pagare per ogni anno del corso di studio che si è affrontato, ossia 5251 € per ogni anno. Se ad esempio si è frequentato (e ci si è laureati) un corso di studio di durata di 4 anni, è possibile avere 4 anni in più di contributi, pagando 5.251 € X 4, ossia la bellezza di 21.000 €. Non si tratta ovviamente di una cifra alla portata di un neolaureato nei primi anni di lavoro, a meno che li vada a chiedere ai propri genitori. E’ possibile la rateazione su 120 rate, ossia 10 anni, vale a dire 2.100 € all’anno, o se preferite 175 € al mese. Il tutto per il solo “privilegio” di avere degli anni di contribuzione in
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