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La “lotta alla disinformazione” è più pericolosa della “disinformazione”

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di PIETRO AGRIESTI Quando il New York Post fece uscire l'inchiesta su Hunter Biden a due settimane dalle elezioni americane, Biden e Trump erano nei sondaggi molto vicini. Immagino il panico dei Dem nel vedersi scoppiare un simile scandalo in faccia all'ultimo minuto. Ma poi ecco la svolta. 50 importanti ex membri dell'intelligence scrivono una lettera in cui affermano "non abbiamo alcuna prova, ma riconosciamo sulla base della nostra esperienza che vi sono tutti i segni di una operazione di disinformazione russa". La lettera è firmata da figure di primo piano, tra cui cinque ex capi o capi ad interim dell'Agenzia: Morell, John Brennan, Leon Panetta, Michael Hayden e John McLaughlin. È il Russiagate un'altra volta? I russi stanno aiutando Trump? Visti i precedenti il tutto appare più credibile. La credibilità della lettera si basa su quanto accaduto con la campagna elettorale precedente. Twitter decide di agire e blocca l'account del New York Post. Una mossa inaudita blocc
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