di CHARLIE PAPINI
Il federalismo continua ad essere una chimera assoluta e la lotta dei movimenti autonomisti e indipendentisti, illusoriamente apparsa come una soluzione politica tra fine Anni Ottanta e inizio Novanta, è morta, sepolta, defunta. Eppure, la fine del comunismo nel 1989b e i problemi causati dallo statalismo avevano creato un'opportunità unica.
Oggi, il sistema politico è ben peggiore di quello di trent'anni fa. Ci sarebbe necessità dell’affermarsi di una nuova cultura coerentemente liberale, anzi genuinamente anarco-capitalista, che sottragga la "società" al dominio dell'egemonia culturale, dei pianificatori, dall’irrazionalità costruttivista dei legislatori, dall’oppressione di una fiscalità che è divenuta - ormai - esproprio generalizzato.
Ma la proclamazione dell’autonomia, o dell'indipendenza, e dei diritti naturali inviolabili non è soltanto la base del pensiero libertario, ma libertarismo e federalismo si incontrano e si intrecciano nel