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Zweig ed Hugo: il disgusto viscerale per il potere politico

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di ALBERTO BENEGAS LINCH (h) Fortunatamente sono tanti gli scrittori che accarezzano l'animo dei lettori, ma in questa nota mi concentro su due che hanno una penna colossale e un'avversione immensa per i soprusi. Il primo che recensiamo è una penna straordinaria e una mente sublime appartiene a una categoria di persone particolarmente corazzate contro i soprusi dei totalitarismi che subiscono attacco dopo attacco, mentre altri non possono resistere all'angoscia, al dolore morale e al soffocamento che l'arroganza produce. lo smembramento degli spazi della privacy, la genuflessione e il linguaggio volgare dei megalomani che schiacciano tutto sul loro cammino. • È stato il caso di Stefan Zweig: non ha potuto resistere all'avanzata del nazismo e dei suoi scagnozzi, non ha potuto sopportare l'incendio della sua biblioteca a cui si aggiungeva la solitudine del suo esilio a Petrópolis. Solitudine dovuta non solo alla straziante assenza dei suoi libri ma anche alla separazione dalla p
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