di MATTEO CORSINI
David Fickling, un membro della pattuglia ecotalebana di Bloomberg, commenta sconsolato le ultime notizie dal mondo delle auto elettriche, tra domanda in calo e case produttrici che stanno sanguinosamente rivedendo le proprie (avventate) velleità degli anni scorsi in merito alla elettrificazione totale del loro catalogo entro la fine del decennio.
Fickling ritiene che con un mix di aiuti statali e altri servizi si possa risolvere uno dei problemi, ossia i grandi investimenti e gli scarsi ricavi associati alle stazioni di ricarica. E qui fa subito un paragone con la diffusione delle stazioni di servizio nei primi decenni di diffusione delle automobili. Siccome la sola vendita di carburanti non è mai stato un business redditizio, è stato storicamente accompagnato da altri servizi, oltre che sovvenzionato dalle compagnie petrolifere. E qui c'è una grande differenza: se paga lo Stato, i soldi arrivano dalle tasse; se pagano le compagnie, i soldi arrivano dai lo
Mi permetto solo una puntualizzazione sulla chiusura: “non è il caso di risolverlo”, il problema delle ricariche, è un’affermazione ottimista, perché non c’è alcuna certezza della futura risoluzione! Quindi questi sconsiderati delinquenti possono tuttalpiù mirare ad affrontarlo, il problema; non risolverlo. Motivo per cui, per inciso, gli eventuali investitori privati sarebbero più prudenti se decidessero di intervenire.
Va da sé che il Flickling potrebbe cavalcare questa banale osservazione per suggerire di “favorire” gli investimenti privati con bonus, sgravi e altre simili amenità; me è evidente che sarebbe solo un modo per rimbalzare gli oneri sui contribuenti.