di ARTURO DOILO
Ad oggi, Javier Milei è stato chiarissimo in merito alle intenzioni del WEF e dell'ONU, relativamente a quell'accozzaglia di propositi transumanisti che sono scritti nell'Agenda 2030, che è tutt'altro che un documento di buoni propositi, ma rappresenta un programma politico dettagliato per l'avvento di un governo mondialista.
Ebbene, lo scorso venerdì 8 novembre, i parlamenti dei paesi membri del G20 hanno pubblicato una dichiarazione congiunta in difesa dell’Agenda 2030, che comprende le solite baggianate su tematiche quali lo “sviluppo sostenibile”, la “inclusione sociale”, la “lotta contro la fame” e la “riforma della governance globale”, giustappunto.
Tutti d'accordo ovviamente, tranne la delegazione argentina, che è stata l'unica a non firmare quel documento. Moltivo? Semplice: l'amministrazione di Javier Milei - notoriamente impegnata nel difendere il diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà - rispetterà il volere de