di REDAZIONE
«Viviamo una crisi pazzesca in tutti i settori della società: per i sardi è un’occasione storica, la più proficua del dopoguerra». Che cos’è l’indipendentismo. E soprattutto, come si concretizza? Giacomo Sanna fa un sospiro, sorride sornione, guarda dritti negli occhi gli interlocutori e risponde non da filosofo utopista ma, da uomo pragmatico, con gli esempi. «Spiegarlo alla gente è difficile, bisogna evitare astrattismi, parlare la lingua giusta con chi ha perso il lavoro, con chi dispera di trovarlo, con chi ha perso la dignità».
Dunque?
«Indipendentismo, cito tre casi, è affrontare la questione dell’energia, del costo del denaro e dei trasporti tenendo conto che siamo un’isola e non Milano, che i nostri costi sono nettamente superiori».
Ma per questo basta l’autonomia?
«Evidentemente no. L’autonomia ha i suoi limiti ed i Governi sono sempre più arroganti, egoisti. Non distinguono, fanno due conti ed emettono provvedimenti che