di MATTEO CORSINI
"Negli ultimi anni l'austerità non è stata certamente una buona cosa: l'acqua disseta, ma troppa acqua annega. Ed è stupefacente come questi primi abbrivi di ripresa dell'economia italiana che si stanno manifestando siano emersi malgrado la politica di bilancio continui a essere restrittiva". Negli ultimi anni “austerità” è uno dei termini più utilizzati (soprattutto) dai keynesiani come Galimberti, quasi sempre a sproposito. L'austerità sarebbe colpevole di aver tarpato le ali alla possibile ripresa dell'economia. Il tutto perché non si è lasciato correre allegramente il deficit senza porre alcun freno. Ma cercare di contenere il deficit (peraltro in virtù di vincoli esterni, non certo per la volontà dei governanti di turno) non equivale a praticare l'austerità, a meno che la politica fiscale restrittiva non sia posta in essere solo mediante riduzione di spesa pubblica.
Cosa che non è affatto avvenuta, anche se i fautori della spesa pubblica c
Non mi pare che lo stato italiano si sia messo a dieta, riducendo spese e azzerando privilegi e sprechi.
Noto , invece, che la pressione fiscale e gli abusi burocratici aumentano.
A stecchetto forzato ci sta la gente comune, il ceto produttivo.