di MATTEO CORSINI
Da libertario sono convinto che fino a quando non viene aggredita la proprietà altrui, ognuno debba poter fare ciò che vuole e intrattenere i rapporti volontari che desidera.
Curiosamente, chi si batte in nome della diversità e dell'inclusione non è poi altrettanto tollerante con chi la pensa diversamente, il che, unito alle imposizioni del politically correct estremo, mi genera una certa allergia.
Allergia che cresce all'aumentare della lunghezza degli acronimi, a sua volta direttamente proporzionale alla intolleranza di chi in quegli acronimi si riconosce. Acronimi che, a forza di includere lettere, potrebbero finire per escludere le sole persone eterosessuali. Le quali suppongo che in larga maggioranza non abbiano in realtà alcuna avversione verso le preferenze delle persone contenute in detti acronimi, ma vorrebbero non essere tacciate di nefandezze per il solo fatto di non riconoscere alcun merito speciale nel far parte degli acronimi stessi.
Quand
L’unico errore del presente articolo è a mio avviso l’avverbio “curiosamente”. I falsi sostenitori di alcune diversità sono sempre stati storicmente intolleranti. Intolleranza e incoerenza sono e saranno, come in passato, la loro unica pratica apparentemente coerente. Pratica attuata, del resto, per evitare di scomparire. Darwinismo politico, in fondo; anche se negato.