di GIANLUIGI DA ROLD
Strano destino quello della Lega Nord, il movimento che all’inizio degli anni Novanta sembrava interpretare meglio di tutti gli altri il cambiamento che, forzatamente e per ragioni molteplici, l’Italia doveva affrontare. E strano è anche il destino del suo unico leader, Umberto Bossi, oggi sempre popolare e osannato dalla sua base, ma di fatto isolato e quasi “accerchiato” dai suoi colonnelli, divenuti tali solo per merito del vecchio Senatùr.
Le ultime dichiarazioni di Bossi su come l’amico Silvio Berlusconi se la sia “sfangata” nell’ultimo processo a Milano vengono da un intatto e raffinato intuito politico, ben coltivato nella valutazione e nello studio dello scontro tra i poteri italiani. Basterebbe fare una breve cronologia degli ultimi giorni (dalla visita di Berlusconi al nuovo premier Mario Monti, a una mancata conferenza-stampa, alla decisione del Tribunale di Milano) per vedere in controluce quanto pesino ormai le “ragioni di bil
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