di REDAZIONE
Ci voleva in crollo di un pilone e l’isolamento di mezza Sicilia per far arrabbiare i madoniti. E quando i madoniti si arrabbiano danno il meglio di loro: è quanto sta succedendo negli ultimi giorni a Caltavuturo, piccolo comune madonita nell’occhio del ciclone, situato a metà strada tra gli svincoli autostradali di Scillato e di Tremonzelli, più isolato che mai.
Da Caltavuturo passerebbe la via più breve per ricreare il collegamento interrotto con la chiusura del viadotto, ma è proprio la strada che dovrebbe accogliere il flusso di traffico ad essere completamente inagibile, crollata e chiusa da tempo, ormai inesistente. Ed è così che un gruppo di cittadini di Caltavuturo, tutti volontari e guidati da alcune imprese che stanno mettendo a disposizione uomini e mezzi a titolo gratuito, si è messo al lavoro per costruire un percorso alternativo che eviterà agli abitanti della zona ma non solo di percorrere tortuose e lunghissime strade di montagna per anda
Col benestare fattivo di Cosa Nostra.
Si, perché se la mafia non acconsente lì non si muove un sasso.
La differenza tra mafia e stato la si vede in queste cose.
finiranno tutti inquisiti e condannati?
e il genio civile e militare? Inutili entità statali…