di REDAZIONE
Tra l'8 e il 9 maggio 1997, nottetempo, la Veneta Serenissima Armata - con "armi" rugginose incapaci di ogni offesa e un tank assemblato nel cortile di casa - occupò militarmente l'altissimo e celeberrimo Campanile di Piazza San Marco a Venezia, restaurando il governo veneziano; il blitz riuscì perfettamente, e l'antica bandiera della Serenissima Repubblica di Venezia, il Leòn di San Marco rosso ed oro, riprese a garrire per qualche ora laddove, in fondo, aveva occupato brandelli di cielo e partorito civiltà per molti secoli.
Mentre la stampa gareggiava nel dileggiare il gesto come una scampagnata di una banda di buontemponi, l'apparato repressivo e giudiziario si concentrava sui Serenissimi a più riprese, dimostrando un'attenzione tale da far riflettere sulla serietà storica di quel gesto simbolico.
Dopo il blitz sul campanile, una cortina di silenzio è calata sulla vicenda: non a caso, visto che la lunga battaglia giudiziaria dei Serenissimi si è conclusa
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