di LEONARDO FACCO
Domenica scorsa, prima che io partissi per Tenerife, ho sentito, al telefono, Gilberto Oneto. Nonostante parlasse a fatica, ansimando, era il solito Gilberto di sempre: "Vai ancora in mezzo ai Guanche?", mi ha detto con quel fare guascone, che spesso usava nei miei confronti, giusto per mantenere l'abitudine di prendermi, amichevolmente, per i fondelli.
Solo qualche giorno prima, invece, mi aveva chiamato per segnalarmi la morte di un altro amico, comune ad entrambi, Franco Miroglio: "Leo, hai saputo di Miroglio? Guarda che sul ventennale dei Quaderni Padani, c'è un articolo suo. Dovresti rilanciarlo sul MiglioVerde". La mia riposta, fu quella di sempre: "Sì capo, provvedo".
Nonostante la malattia lo avesse colpito duramente, Gilberto non ha mai smesso di essere attivo, non s'è mai risparmiato. Tra una cura e l'altra per combattere la bestia, non lesinava la sua partecipazione a convegni ed eventi, sia come protagonista che come spettatore interessato
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