di GUGLIELMO PIOMBINI
Il crollo delle nazioni di Leopold Kohr, pubblicato nel 1957 con il titolo The Breakdown of Nations e tradotto in italiano nel 1960, costituisce una straordinaria riflessione sulle ragioni universali della superiorità dei sistemi fondati sulle piccole unità piuttosto che sulle grandi. Leopold Kohr utilizza una grandissima quantità di argomenti filosofici, scientifici, storici, politici, economici e sociologici per dimostrare come un sistema basato sull’equilibrio di tanti piccoli staterelli possa garantire, molto più che un sistema basato su poche grandi potenze, la pace, la sicurezza, nonché la fioritura culturale ed economica.
Purtroppo il libro, quando uscì verso la fine degli anni Cinquanta, venne quasi completamente ignorato perché le idee prevalenti andavano nella direzione opposta. In quegli anni il mondo era diviso in due blocchi dominati da due superpotenze, gli Stati Uniti e l’Urss, e da ogni parte si esaltavano la centralizzazione, la p
Molto interessante, mi piacerebbe leggerlo.. mi chiedo se sia possibile sponsorizzare traduzioni mirate di opere interessanti. Se si raduna una platea sufficiente a rendere la cosa economicamente sostenibile – se non redditizia – qualche editore potrebbe farlo. Non ho una idea precisa ma penso a sistemi tipo il crowfounding. L’assenza di certe opere, mai tradotte o tradotte (male) e da tempo non più disponibili, è una vergogna. Penso in primis a Mises.
Nel caso di Kohr potrebbe tranquillamente interessare anche persone fuori dalla cerchia liberale/libertaria.. è un’idea impossibile? : )
Il libro esiste in Italiano, lo ordini alla libreria del ponte
il grande impero romano odierno produce La Nuvola… emblematica sintesi della sua nullità, purtroppo incombente sulle nostre teste.
Grandissimo personaggio. Si dovrebbero tradurre in italiano alcune altre sue opere. Ad esempio l’antologia “Piccolo è bello”, uscita a Vienna nel 1995. L’applicazione delle sue teorie nella pratica lo fece sostenitore non dimenticato della indipendenza del Galles. Vd. il libretto “Is Wales viable?” del 1971. Ci darò una tesi di laurea.
Grazie per le notizie aggiuntive, prof. Bernardini. Se in futuro scriverà qualcosa su Leopold Kohr lo leggerò con il massimo interesse .