di PAOLO L. BERNARDINI
Imbevuti fin da fanciulli della bieca rettorica risorgimentalistica, cresciuti a pane e tricolore, raramente gli italiani – coloro che conservano un minimo di decenza culturale, che leggono ancora qualcosa che non sia la pubblicità in cassetta degli sconti ai supermercati – si interessano alla loro propria storia vista da altre prospettive.
I servi del progetto cavouriano, tutti protetti dalle loro cattedre e dalle redazioni delle case editrici e dei giornali principali, eterodirette tutte (cattedre e redazioni) dalle segreterie di partito, hanno oscurato schiere di storici italiani valentissimi che hanno per un secolo almeno dimostrato (da prospettive locali, cattoliche, neoborboniche, neolorenesi, veneto-indipendentistiche, e altre, perfino valdostane) quanto disastroso sia stato il risorgimento nelle sue procedure, nei suoi esiti, nella lunga durata. Fino ad ora.
Ma nella vicina, confinante Austria, dove il reddito medio è molto più alto di que