di GILBERTO ONETO
Tempo fa, quando ha impataccato di Soli delle Alpi verdi la sua scuola apolide e modernista, al sindaco leghista di Adro non abbiamo risparmiato critiche anche pesanti. Erano solo meritate: già il povero Sole era stato ricolorato in verde come in un poster psichedelico dei “figli dei fiori” anni Sessanta, ma in più lui ne ha fatto un uso parossistico e anche irriguardoso sbattendolo sugli zerbini e spiaccicandolo sui posacenere. É stato per ciò criticato da tutte le parti, comprese quelle che ne avevano poco titolo, e questo dispiace. È stato anche bellamente scaricato dalla nomenklatura leghista (che pure si era presentata in pompa magna a tagliare nastri verdi) e questo rientra nella normale prassi etologica belleriana fatta di un italico mix di arroganza e viltà.
Dopo un momento di grande esposizione mediatica – per i Soli ma anche per la gestione della mensa scolastica -, del sindaco Oscar Lancini non si era più sentito parlare. L’altro
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