di MARINO MARIN
Forse la novità più interessante nel mondo indipendentista veneto (anzi lombardo-veneto-friulano) di queste settimane è l’incontro di ieri a Vicenza promosso dal Movimento di liberazione nazionale del popolo veneto (MLNV, 500 iscritti). Non i congressi e i controcongressi, non le riunioni e le controriunioni, meno i blitz e gli articoli sugli assenteismi, i banchetti, le nuove iscrizioni e candidature ancora inutili, in mancanza di un vero carisma (che non vuol dire “un front-man”).
Perché, per sommi capi, il tentativo di MLNV è quello di riunire tutte le sigle indipendentiste e, poi, nello specifico, costituire un qualcosa di simile a una “lobby”, che prema sull’Onu, affinché riconosca lo stato di occupazione dei territori della Serenissima. E cominci a trattare. L’idea, come spiega Gabriele Perucca, portavoce di MLNV, è semplice: “Il referendum per l’indipendenza è praticamente irrealizzabile in Italia. La Sardegna c’era arrivata vici
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