di ALESSANDRO MORANDINI
La conferma di Zaia governatore del Veneto, il crescente successo e la radicale trasformazione della Lega Nord, i voti per i partiti dell’indipendentismo veneto sono fatti che molte persone osservano con attenzione e speranza perché, come è già stato scritto, il Veneto resta il territorio che meglio risponde alle istanze indipendentiste.
E’ già stato denunciato il fatto che i partiti indipendentisti, ripetendo sempre i soliti errori, riducono le chance di liberazione dei Veneti dall’oppressione dello stato italiano. Non sembra ancora delinearsi, però, un’identità di vedute circa le occasioni che si presentano all’indipendentismo veneto. C’è bisogno di un partito autenticamente indipendentista capace di esprimere una vera leadership ed un progetto istituzionale credibile? Questo partito deve presentare propri candidati alle elezioni politiche, regionali, amministrative? La Lega Nord rappresenta un ostacolo o è l’unico strumento tuttora
Penso che l’errore sia quello di voler sconfiggere gli italiani giocando con le loro regole. Questo vuol dire che candidarsi alle elezioni, sperare di avere seggi per cambiare le cose è inutile, l’esperienza del M5S ce lo insegna.
Forse potrebbe servire candidarsi solo alle elezioni regionali per fare quelle cose che la Lega ha minacciato e chissà se mai le farà: trattenere tutte le tasse sul territorio, stop agli immigrati e così via.
Essere presenti alle elezioni regionali può servire anche per l’autodeterminazione che se non sbaglio può essere chiesta da elementi eletti e votati.
Sicuramente la strada migliore sarebbe quella della disobbedienza civile e fiscale, ma sappiamo che senza supporto gli imprenditori, i cittadini non la seguiranno.
La Lega rimane una via possibile, l’esperienza della Liguria in parte lo insegna: il Governatore è Toti, di Forza Italia, ma la Lega ha la maggioranza dei voti rispetto a F.I. quindi condiziona le sue scelte, come dimostra l’adesione di Toti al blocco agli immigrati a fianco di Lombardia e Veneto. Analogamente avere la Lega che governa ma con un forte supporto di liste e voti indipendentisti non potrebbe che condizionarne le decisioni.
Io resto dell’idea di seguire altre strade, l’Italia prima o poi si dissolverà, entrerà in crisi finanziaria come la Grecia e a quel punto occorre già essere pronti: un governo provvisorio, una Costituzione, delle leggi (basta copiare quelle svizzere, non si deve inventare nulla), ecc.
Quel che ci mancano sono azioni più incisive, di quelle di cui parlerebbe tutto il mondo, per far capire che non siamo italiani e che siamo sotto occupazione.