di LEONARDO FACCO
Su l'Espresso dell'11 Ottobre 1959, Eugenio Scalfari scriveva: "Il cavallo sovietico si trova ormai a poche incollature di distacco dal cavallo americano e l'esito della corsa è diventato quantomai incerto. Chi vincerà? (...) Se il nuovo piano settennale verrà attuato (e non c'è ragione che non lo sia, visto che esso prevede dei tassi di sviluppo inferiori a quellli fin qui effettivamente realizzati), nel 1965 le distanze tra i due massimi contendenti saranno ridotte al minimo e in alcuni settori essenziali saranno addirittura scomparse. Nel 1972 l'Urss sarà addirittura passata in testa non soltanto come potenza industriale, ma anche come livello di vita medio della sua popolazione (...) Tutti i vecchi luoghi comuni della maggiore efficienza dell'iniziativa privata e dell'enorme sperpero di ricchezza che inevitabilmente s'accompagna al collettivismo, cadono come castelli di carta di fronte ai risultati raggiunti in quarant'anni dall'economia sovietica". Figur
Grazie Leo per averci ricordato in questo tuo puntuale articolo su Scalfari una verità indiscutibile: fu grazie a questi due fattori – tasse basse, evasione alta – che gli italiani realizzarono il miracolo economico e si arricchirono, passando in pochi anni dalla miseria nera al benessere.
Di recente addirittura un vicepresidente della Corte Costituzionale, Luigi Mazzella, in un libro edito da Mondadori (Di debole costituzione) ha scritto che il boom economico del dopoguerra si ebbe essenzialmente grazie all’elevata evasione fiscale.
Oggi che le tasse sono altissime e l’evasione impossibile, gli italiani stanno finendo in miseria. Lo Stato, o meglio la casta politico-burocratica, gli sta divorando le case e i risparmi che avevano accumulato nei decenni passati.
Grazie a te Guglielmo, per l’ennesima informazione aggiunta a questo articolo.