di PAOLO L. BERNARDINI
Venezia regina d’Adriatico, certo: città di mare, e di marinai. E di mercanti su rotte marittime, lagunari e fluviali. Città dunque che nelle sue stesse origini rinnega, almeno parzialmente, il legame padano, ancestrale. ma anche aristocratico e romano, con la terra, Madre, e non solo per la fisiocrazia snob, di ogni ricchezza. Rinnega, almeno apparentemente, il legame con Reitia Dea Madre, della fertilità che dona la vita, e la rende prospera e appunto “felix”, felice, ovvero, alla lettera, fertile. Sembra stravolgere il rapporto con la realtà ctonia, Venere sorge dalle acque, prima di tutto. Vero tutto questo, veri i primati nautici, l’Arsenale medievale, il codice marittimo di poco posteriore, il costante perfezionamento, pur con significative battute d’arresto – nella vela, ad esempio, non eccelsa – delle arti e delle scienze della navigazione, che sopravvive in realtà imprenditoriali splendide e di nicchia, i Cantieri Camuffo, ad esempi
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