di IGNAZIO SILONE
«Per andare a Roma adesso ci vuole il passaporto» gridò Berardo. «Ogni giorno ne inventano un'altra.»
«Perché?» domandò Baldissera. «Non è più dell'Italia?»
Il suo racconto fu molto confuso.
«Stavo alla stazione» disse. «Avevo fatto il biglietto. È entrata una pattuglia di carabinieri e han cominciato a domandare le carte a tutti, a chiedere le ragioni del viaggio. Io ho subito detto la verità e cioè che volevo andare a Cammarese per lavorare. Han risposto: "Bene, hai la tessera?». Che tessera? "Senza tessera non si lavora. «Ma che tessera?» Impossibile di avere una spiegazione chiara. Mi han fatto restituire il prezzo del biglietto e mi han messo fuori della stazione. Allora mi è venuta l'idea di andare a piedi fino alla stazione seguente e di prendere il treno di là. Appena fatto il biglietto, ecco due carabinieri. Dove vado? Dico, a Cammarese, per lavorare. Mi han domandato: «Fuori la tessera". E io, che tessera? Che c'entra la tess
Semplicità e realtà disarmante, solo in Bastiat trovo qualcosa di simile. Immagino sia preso da un libro che non ho letto, in settimana passerò in libreria.