di CARLO SANNA
Trump e Putin fanno benissimo a sfoggiare il loro socialismo espansivo. A volere pezzi di terra e popoli. Espongono al mondo la miseria della violenza.
Se un popolo può essere proprietà di uno stato, perché gli Inuit devono restare proprietà dei Danesi, che non valgono nulla? Se un popolo può essere proprietà di uno stato, perché la gente del Donbass deve rimanere proprietà ucraina? Non ha alcun senso che gli ucraini rivendichino qualcosa, il dominio violento su qualcuno, stiano zitti.
In una relazione statale basata sulla violenza, come nel socialismo, è naturale, è giusto che il Donbass sia russo e mica ucraino. È giusto che vincano i piú forti ed i più violenti. Se un popolo può essere proprietà di uno stato, conquistato e trattenuto con la violenza, allora perché i sardi devono rimanere proprietà di quelle seghe italiane?
È giusto che Trump o Putin rivendichino il frutto della loro forza. È giusto che Trump, Putin o magari Erdogan rivendichino la Sardegna, come il turco ha rivendicato Cipro. E cosí via in tutto il mondo. Perché non basta fare il socialista contenitivo come piace a voi, non basta accontentarsi della violenza del welfare come fa Mattarella e Meloni. Come succede nello stato italiano, che massacra milioni di persone contro la loro volontà.
La violenza chiama sempre violenza. Persino gli indipendentisti sardi, che contano meno di tutti nel mondo, vogliono la proprietà ed il potere violento sulla gente che abita la Sardegna… e a questo potere dovrebbe rinunciarci chi come Trump o Putin è seriamente organizzato per realizzarlo? Perché se il tuo ordinamento si basa sulla violenza, sull’ingegneria sociale, sull’immutabilità dei confini oltre il volere delle persone, sul monopolio della violenza… allora devi accettare che arrivi uno più violento di te, più brutale di te, più miserabile di te. Devi accettare di perdere tutto e non esistere più, come la Palestina.