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Quel gran “terun” dell’umberto bossi

Da leggere

di PONGO Innanzitutto due premesse: pur usando il termine “terrone” in senso diciamo ironico, sono convinto che, aldilà dei  problemi  secolari tragici e pesantissimi a livello sociale e politico come la mafia, la disoccupazione spaventosa, la frequente malgestione economica, ecc.,  il Meridione italiano ha aspetti meravigliosi, culturalmente, come tradizioni, gastronomia, bellezze naturali ed anche un senso della vita che fa molto bene all'anima.  Ogni tanto, io milanese, vorrei andare a vivere per qualche periodo in Meridione. Seconda premessa: ormai quasi sempre la realtà supera la fantasia. Infatti circa  vent'anni fa, in un programma tv di Funari , “Zona Franca” io  accoglievo ironicamente in musica l'ospite politico di ogni puntata con un ritornello buffo. Quel giorno venne Bossi, un Bossi cinquantenne, forte, convinto, energico e lombardo ed io,  me lo ricordo ancora, gli cantai: “Adora 'u pisce spada / cime di rape per contorno / vorrebbe essere il capo
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8 COMMENTS

  1. Il grande guaio è che anche nel nord ci sono tanti importanti personaggi che si comportano come quello di cui parla Pongo.

  2. Mi fa schifo che si adoperino questi termini, il senso e’ ovviamente dispregiativo. Io sono uno di quelli che si e’ sentito dire spesso terrun ed e’ emigrato 3000 KM da casa per non vivere con voi custodi del buon fare del nord Italia. Guardate indietro alla storia, il vostro regno sabaudo ci ha depredato e ridotto alla fame. E ancora devo leggere terrun… mi fate skifo.

  3. The family bossi e’ composta da un alta percentuale di deficientismo quindi per favore non facciamo a loro complimenti a chiamarli Terroni
    M

  4. eccezzzzzionale grazie per l’articolo 😉 aggiungo anche che, da vero “terrone” oggi ha di nuovo parlato difendendo i suoi “bambini” (giuro, ha detto bambini, poi si è corretto e ha detto “ragazzini”… !) che appunto erano “troppo piccoli per entrare in politica senza farsi rovinare”. Il bello è che anche lui aveva 19 anni quando cominciò … autocritica o “i figli so piezz’e’ core”? ;D

  5. I termini “polentone” e “terrone”, a mio avviso, hanno sì assunto una connotazione offensiva, ma la loro denotazione non penso lo sia, ed è quest’ultima quella che conta!
    Vorrei, anzi, che almeno qui su “L’Indipendenza” ci sentissimo liberi di chiamare le cose col loro nome!
    Discorso analogo si può fare per i negri: tanti giri di parole (“uomo di colore”), quando loro stessi preferiscono il “negro”. Noi caucasici, poi, siamo forse incolore? Questa fissa del politicamente corretto ci porterà a chiamare le porte “muri diversamente immobili”!

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