di GILBERTO ONETO
I padani hanno tanti pregi e lo hanno dimostrato giocando un ruolo importante nella storia, nella cultura e nell’economia lungo un paio di migliaia di anni almeno. Ma hanno anche i loro bei difetti, i principali dei quali – nell’ambito della vita sociale e con le necessarie generalizzazioni – sono riassumibili in cupidigia, ignoranza e litigiosità.
Sono dei gran lavoratori ma troppo spesso si fanno prendere dal demone del guadagno, dalla religione del fare i soldi: a volte viene il sospetto che il detto «il lavoro nobilita l’uomo» sia l’invenzione di qualche pistola nato a sud delle Alpi e a nord degli Appennini. Il lavoro perde la sua funzione di mezzo per diventare il fine stesso dell’esistenza: tutti conosciamo gente che fatica giorno e notte per vivere male e magari per farsi fregare da qualche foresto più furbo e meno preoccupato di quel genere di nobilitazione.
Nonostante abbiano contribuito forse più di chiunque altro a costruire l
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