di PAOLO L. BERNARDINI
A distanza di una settimana dalla scomparsa di Alvise Zorzi, vorrei, qui e ora, ricordarlo, parlando di una delle sue numerosissime, bellissime e notissime pubblicazioni, e non solo. Purtroppo non ebbi modo di conoscerlo in vita, le nostre strade non si incrociarono mai, ma avendo letto così tanto di lui, in qualche modo mi era ed è familiare. Parlerò dunque di un libro, Venezia Felix. Gabriel Bella cronista della Serenissima, pubblicato nel 1984. Si tratta di uno di quei volumi fortunati, mirabili, unici, credo, ché in esso quasi magicamente si incontrano quattro personalità eccezionali, Vittorio Sgarbi che lo introduce, Alvise Zorzi che è autore dei testi, un geniale editore, Franco Maria Ricci, erede degnissimo del Bodoni, e non solo perché ne usa i caratteri, e naturalmente Gabriel Bella, pittore, oggetto del libro. Dico quattro, ma sono di più, ché viene ricordato, all’inizio, don Germano Pattaro, allora presidente della Querini Stampalia, do